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Alla fine degli anni
'80 i Prof.ri Massimo Racca e Angelo Imbrogno, dopo anni di pratica Marziale ed una Laurea in Educazione Fisica, hanno intrapreso una via di ricerca della Tradizione Marziale Europea, Italiana in particolare, ed hanno istituito un Laboratorio di Arti Marziali in collaborazione con esperti e Maestri di varie Discipline del combattere, dove sperimentare e confrontare quanto appreso dalle fonti. A questo lavoro si è innestato quello del Maestro di scherma Tito Tomassini, che dagli anni
'70 conduce un'accurata analisi dei testi schermistici "storici", e quello della prestigiosa Biblioteca Nazionale dello Sport, che è dotata di splendidi quanto fondamentali trattati originali
sull'argomento. Dallo studio della Tradizione Europea del combattimento è stata dunque
elaborata una sintesi eclettica, nuova, che andiamo organizzando in un sistema a cui, doverosamente, è stato dato il nome di Scrima. La pratica sperimentale è portata avanti da circa dieci anni attraverso i Corsi ed il Laboratorio di Arti Marziali che, privo di scopo di lucro, non volendo vendere prodotti o marchi, consente di muoverci liberamente senza alcun condizionamento delle leggi di mercato. Ciò che ci riguarda è la ricerca della massima efficacia in combattimento e
l'idea di "creare" un metodo coerente con la Tradizione Europea ma moderno, funzionale alle esigenze di oggi, quindi un metodo che sia uno strumento ricreativo apportatore di salute e benessere, utile a chiunque ricerchi un miglioramento del proprio potenziale e una migliore utilizzazione delle proprie risorse: non un semplice
"star meglio" ma un "essere di più", per una migliore qualità della vita.

In un ottica Marziale, non sportiva, il non perdere è più importante del vincere, la difesa più importante
dell'attacco; la posta in gioco non è la gara ma la vita, non vi sono punti da conquistare, occorre non prendere colpi, anche utilizzando
l'attacco come una particolare forma di difesa. Anche se si combatte con il controllo le tecniche vanno utilizzate come se fosse in gioco la vita. La ricerca
dell'efficacia va così concepita, e tutto ciò che non trova riscontro pratico, che non risulta utile, che non è adatto a se stessi, va rigettato. Inoltre
nell'efficacia vanno considerati due aspetti: l'immediato riguarda il combattimento in
sé e per sé; il lungo termine riguarda la salute, il benessere, il potenziamento di se, quindi efficacia in rapporto alla vita, al di là del combattimento.

L'approccio al combattimento è di carattere scientifico e si compone di varie fasi: dapprima ci si addestra con un minimo contatto e con delle convenzioni che annullano ogni possibilità di rischio, poi aumentano le opportune protezioni che si indossano e, sempre con un vigile controllo, diminuiscono le regole di scontro fino ad arrivare, per i più esperti e nella fase sperimentale nel Laboratorio, al contatto quasi pieno dove è permessa qualsiasi azione. Vengono usate armi di giunco e protezioni semirigide, che non limitano i movimenti ed offrono un ottima difesa
all'urto, è possibile tirare pugni, calci, ginocchiate, gomitate, usare azioni di lotta e tutto ciò che si ritiene utile allo scopo. In un cammino del genere ognuno è costretto a verificare costantemente la validità di quanto si pratica, di quello che si impara e di quello che si insegna: è un avventura spirituale, una costante verifica di se stessi, un continuo processo di crescita. |